Il tumore a più alta mortalità è il tumore del polmone che in oltre 8 casi su 10 è legato al fumo di sigarette. Solo in Italia in un anno si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco 80 mila decessi pari al 14,2% di tutte le morti. In Puglia si registrano oltre 2000 morti/anno per neoplasia polmonare ma il territorio pugliese è inoltre ben noto per le possibili correlazioni e/o sovrapposizioni da cancerogeni ambientali.

Purtroppo solo un quarto dei pazienti con tumore polmonare, al momento della diagnosi è candidato a un intervento effettuato con finalità curative e ne consegue che la maggior parte dei pazienti riceve la diagnosi quando la malattia non è più “curabile”. In tali casi il trattamento è da intendersi “palliativo” racchiudendo comunque in questo inadeguato termine anche quegli stadi di malattia nei quali il trattamento palliativo determina un miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita dei pazienti pur senza poter eradicare la malattia.

Considerata la strettissima correlazione fra fumo e malattia il rapporto costo-benefici dovrebbe consigliare di potenziare la prevenzione, in funzione di una riduzione dei casi di malattia, e quindi di minori spese di trattamento. Su questa linea strategica, peraltro, si stanno muovendo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il “Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013/2020”, e l’International Society for the Study of Lung Cancer (IASLC). Secondo l’OMS le attuali conoscenze scientifiche dimostrano che è possibile ridurre in misura considerevole il carico delle malattie non trasmissibili se vengono applicate in maniera efficace e bilanciata azioni di prevenzione “già disponibili”.

La sola azione di riduzione dell’esposizione ai danni da fumo di sigaretta avrebbe delle ricadute positive considerevoli sulla salute pubblica eppure tali strategie spesso naufragano fra le parole e stentano a trovare una via condivisa di sensibilizzazione del danno. Nonostante queste premesse sono in corso o sono in via di elaborazioni numerosissime strategie ed iniziative per contrastare la diffusione dell’esposizione tabagica come già sta avvenendo in molti altri paesi industrializzati. Una occasione di incontro che faccia il punto su tali iniziative è quanto mai di attualità e deve vedere coinvolti in maniera organica le molteplici voci che concorrono alla sua realizzazione.

In mancanza di una adeguata opera di prevenzione primaria è altamente probabile che la malattia si manifesti quando già si è oltre le possibilità della cura. Il 60% circa dei tumori polmonari viene fotografato per la prima volta già in questa situazione.

Grandissimi passi avanti sono stati fatti negli ultimi dieci anni in quella che sembrava una patologia inesorabile e senza particolari prospettive terapeutiche. Le enormi conoscenze che sono scaturite da una migliorata conoscenza delle basi biomolecolari della crescita neoplastica hanno dato uno straordinario impulso verso nuove terapie e verso nuove strategie terapeutiche. Si è passati dall’epoca in cui il tumore polmonare veniva racchiuso in un unico contenitore con poche e sterili prospettive di terapia ad un’epoca, come quella attuale, in cui parole come “oncogene addiction”, malattia wild type, target therapies, immunoterapia, terapia antiangiogenetica, qualità di vita e miglioramento della sopravvivenza sono oramai divenuti termini familiari.

Occuparsi oggi di terapia dei tumori polmonari in fase avanzata non produce più quella sensazione di frustrazione di solo pochi anni fa ma diventa stimolo per discussioni fra esperti e condivisione di esperienze diverse su quali delle tante nuovi armi terapeutiche utilizzare ed in quale sequenza ottimizzarne l’impiego, salvaguardando sempre più la dignità del paziente ed offrendogli una progettazione terapeutica sempre più diretta verso il bersaglio da colpire.

Tantissimi ricercatori ed esperti a vario livello si sono distinti nel corso di questi anni contribuendo allo straordinario risultato di parlare in termini di anni di sopravvivenza laddove prima si parlava di mesi di sopravvivenza. Alcune di queste menti straordinarie di ricercatori ed opinion leader sono stati coinvolti in questa occasione di incontro che vuole avere la duplice veste di favorire la prevenzione per ridurre l’impatto della malattia avanzata ovvero di migliorare le condizioni dei pazienti con malattia avanzata per favorire ed affinare le strategie di prevenzione del tumore polmonare.

Evento in corso

Dove e quando

Hotel Villa Romanazzi Carducci

Indirizzo: Via Giuseppe Capruzzi 326
Località: Bari
Inizio 06 Novembre 2019
Fine
07 Novembre 2019

Ore: 14:30

Patrocini

Non sono ancora stati inseriti i patrocini dell'eventi.

Allegati

comments powered by Disqus